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THE CHRISTMAS CAROL – IL NATALE PASSATO

Conoscete tutti “The Christmas Carol” (Racconto di Natale) di Charles Dickens?
Io penso di si, chi per il libro (bellissimo tra l’altro, ma io sono di parte, adoro Dickens), chi per il film, chi per il cartone animato di Topolino o per il film di Barbie ma una versione del racconto di Natale l’avrete vista/letta tutti.
Dickens racconta la vita di un uomo attraverso i “fantasmi” dei suoi Natali, nel passato, nel presente e nel futuro.
Mi è venuta voglia  voglia di farlo anche io, complice Laura Defendi che mi ha messo la pulce nell’orecchio in trasmissione parlando del nuovo film sulla vita di Dickens alle prese con questo racconto in uscita al cinema.

Oggi andiamo nel passato!
Vi siete mai soffermati a ricordare i vostri Natali passati? Com’erano?
Siete stati felici, o qualcosa li ha turbati?
C’è un Natale in particolare che ricordate più degli altri?

Io devo essere sincera non ho un Natale che ricordo in particolare, a Natale sono sempre stata benissimo in relax familiare (a parte l’anno scorso passato con 39 di febbre sul divano), però alcuni Natali possono stati più divertenti di altri, solo forse un Natale di bambina con un regalo sbagliato che mi ha rovinato davvero la festa o almeno allora mi sembrava così, poi cresci e ti rendi conto naturalmente che i problemi della vita sono altri e che sicuramente farai tesoro di quell’errore e non lo ripeterai con tua figlia mai.

Perchè Natale insegna, insegna molte cose, e ogni anno c’ è una lezione nuova da apprendre…

1) Ascoltare e osservare gli affetti o gli amici cui fare i regali, perché non c’è niente di più brutto che deludere qualcuno a Natale

2) Natale è una cosa da vivere e sentire davvero, le corse ai regali dell’ultimo minuto comprando la prima cosa che capita sono davvero squallide.

3) Natale è relax, è voglia di stare insieme perché ci va non per ingozzarsi ore a tavola come se non ci fosse un domani (cosa che io detesto in qualunque momento, riempire i piatti all’orlo per poi buttare oltre che non necessario è veramente orribile!), pensiamo che per qualcuno non è e forse non potrà essere mai Natale.

4) E’ il momento in cui è bello stare insieme, fare delle cose insieme anche solo uscire e fare un giro in centro o ai Navigli (per noi milanesi) tra luminarie e alberi giganti, visitare una mostra (qui non mi smentisco mai… a proposito… Tiziano a Palazzo Marino), visitare una chiesa, un palazzo, partecipare a qualche incontro in libreria o biblioteca, mangiare castagne nel cartoccio caldo e bere vin brulé.

5) E’ sperare che nevichi, perché se nevica non importa quanti anni si abbiano, correre fuori a giocare è d’obbligo!

6) E’ infilare guanti, sciarpe e cappellini i soli abiti invernali che mi mettono allegria.

7) E’ decorare tutta casa sperando che il cane o il gatto lascino sopravvivere le povere decorazioni almeno fino al 25.

8) E’ congelare in piazza sulla pista di pattinaggio per tornare sempre un po’ bambini.

In fondo i miei natali passati non sono poi così diversi da quelli del presente, se non forse nel fatto che noi aspettavamo Natale per avere il giocattolo o l’oggetto che desideravamo più di ogni cosa, e ogni anno desideravamo qualcosa intensamente.
Oppure lo aspettavamo per quei cibi che arrivavano solo a Natale e che ci piacevano così tanto.

Ma certe tradizioni sono rimaste… anzi… quasi quasi… ho voglia di proporre a mia figlia di fare i biscotti da mettere davanti al camino il 24 sera per vedere se Babbo Natale a mezzanotte passa davvero!

Voi cosa ne dite?

Frederick: “Jo… un nome così piccolo, per una persona così grande.
Puoi accettarmi Jo?
Io non ho niente da darti, le mie mani sono vuote…”
Jo: “Ora non lo sono più”
(Louise May Alcott – “Le Piccole Donne crescono”)

A proposito… perché le foto di Parigi? Ve lo racconterò domani!

Do you know all about “The Christmas Carol” by Charles Dickens?
I think so, who for the book (beautiful by the way, but I’m biased, I love Dickens), who for the film, who for the cartoon of Mickey or the Barbie film but a version of the story of Christmas you have seen it all read.
Dickens tells the life of a man through the “ghosts” of his Christmas, in the past, in the present and in the future.
I felt like wanting to do it too, accomplice Laura Defendi who put the flea in the ear in transmission talking about the new film about the life of Dickens dealing with this story at the cinema.

Today we go in the past!
Have you ever stopped to remember your past Christmas? What were they like?
Have you been happy, or something has disturbed them?
Is there a Christmas in particular that you remember more than the others?

I must be honest I do not have a Christmas that I remember in particular, at Christmas I have always had a great time in family relaxation (apart from last year I spent with 39 fever on the sofa), but some Christmases could have been more fun than others, just maybe a Christmas child with a wrong gift that really ruined the party or at least then it seemed so, then grow up and you realize that naturally the problems of life are others and that you will surely treasure that mistake and you will not repeat it with your daughter ever.

Because Christmas teaches, teaches many things, and every year there is a new lesson to learn …

1) Listen and observe the affections or friends to give gifts to, because there is nothing more ugly than disappointing someone at Christmas

2) Christmas is a thing to live and really feel, the rushes to the gifts of the last minute buying the first thing that happens are really squalid.

3) Christmas is relaxation, it is wanting to be together because it does not go to gobble hours at the table as if there was no tomorrow (which I hate at any time, fill the plates to the brim then throw it is not necessary is really horrible!), we think that for someone it is not and maybe it will never be Christmas.

4) It ‘s the moment when it is nice to be together, doing things together just go out and take a ride downtown or the Navigli (for us Milan) between illuminations and giant trees, visit an exhibition (here I never deny. .. by the way … Titian at Palazzo Marino), visit a church, a palace, attend some meeting in a bookstore or library, eat chestnuts in hot paper and drink mulled wine.

5) It is to hope that it snows, because if it snows it does not matter how old you are, running out to play is a must!

6) Wearing gloves, scarves and hats are the only winter clothes that make me happy.

7) It is to decorate the whole house hoping that the dog or the cat will let the poor decorations survive until at least 25.

8) And ‘freeze in the square on the skating rink to always return a little’ children.

After all, my past births are not so different from those of the present, if not perhaps in the fact that we waited for Christmas to have the toy or object that we wanted more than anything, and every year we wanted something intensely.
Or we waited for those foods that only arrived at Christmas and that we liked so much.

But some traditions have remained … in fact … almost … I want to propose to my daughter to make cookies to put in front of the fireplace on the evening to see if Santa Claus at midnight really passes!

What do you think?

Frederick: “Jo … a name so small, for such a great person.
Can you accept me Jo?
I have nothing to give you, my hands are empty … ”
Jo: “Now I’m not anymore”
(Louise May Alcott – “Little Women Grow”)

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¿Sabes todo sobre “The Christmas Carol” de Charles Dickens?
Creo que sí, para aquellos que reservar (precioso por cierto, pero yo soy parcial, Me encanta Dickens), que para la película, algunos de los dibujos animados de Mickey Mouse o Barbie película, pero la versión de la historia Navidad lo has visto leer todo.
Dickens cuenta la vida de un hombre a través de los “fantasmas” de su Navidad, en el pasado, en el presente y en el futuro.
Me sentía como si quería hacerlo también, gracias a Laura Defendi me puso la pulga en el oído de transmisión de hablar acerca de la nueva película sobre la vida de Dickens luchando con esta historia en la producción de la película.

Hoy vamos en el pasado!
¿Alguna vez te has detenido a recordar tu pasada Navidad? ¿Cómo eran?
¿Has sido feliz o algo los ha molestado?
¿Hay una Navidad en particular que recuerdas más que las otras?

Debo ser honesto, no recuerdo que uno de Navidad, en particular, en Navidad siempre ha sido grande en (año de diferencia con el pasado pasado 39 de fiebre en el sofá) relajante familia, aunque algunos pueden Navidades eran más divertidas que otras, sólo tal vez un niño con un regalo de Navidad mal que realmente arruinó la fiesta o al menos así lo parecía así, entonces uno crece y se da cuenta, por supuesto, que los problemas de la vida son otros y definitivamente el tesoro se repetirá ese error y no con tu hija alguna vez

Porque la Navidad enseña, enseña muchas cosas, y cada año hay una nueva lección para aprender …

1) Escuchar y observar los afectos o amigos para dar regalos, porque no hay nada más feo que decepcionar a alguien en Navidad

2) La Navidad es una cosa para vivir y realmente sentir, las prisas de los regalos de última hora comprando lo primero que sucede son realmente miserables.

3) La Navidad es relajante, desea estar juntos porque no hay engullir horas a la mesa como si no hubiera mañana (que odio en cualquier momento, llenar hasta el borde placas luego tirar, así como que no es necesario realmente horrible!), creemos que para alguien no lo es y tal vez nunca será Navidad.

4) Es s el momento en que es bueno estar juntos, hacer cosas juntos aunque sólo salir y dar un paseo por el centro o canales (para nosotros en Milán) entre las luces y los árboles gigantes, visitar un espectáculo (en este caso yo nunca voy a negar. .. por cierto … Tiziano Palazzo Marino), visitar una iglesia, un palacio, asistir a alguna reunión en la biblioteca o la biblioteca, comer castañas asadas en la bolsa de papel y beber vino caliente con especias.

5) Es de esperar que nieva, porque si nieva no importa la edad que tenga, ¡quedarse sin jugar es obligatorio!

6) Usar guantes, bufandas y sombreros son las únicas prendas de invierno que me hacen feliz.

7) Es para decorar toda la casa con la esperanza de que el perro o el gato permitan que las pobres decoraciones sobrevivan hasta al menos 25.

8) Y ‘congelar en la plaza en la pista de patinaje para devolver siempre un poco’ niños.

Después de todo, mis últimos nacimientos no son tan diferentes de los del presente, si no tal vez en el hecho de que esperamos la Navidad para tener el juguete u objeto que queríamos más que nada, y cada año queríamos algo intensamente.
O esperamos esas comidas que solo llegaron en Navidad y que nos gustaron mucho.

Pero algunas tradiciones se han mantenido … de hecho … casi … ¡quiero proponerle a mi hija que haga galletas para poner frente a la chimenea en la noche para ver si Santa Claus a medianoche realmente pasa!

Que piensas?

Frederick: “Jo … un nombre tan pequeño, para una gran persona.
¿Me puedes aceptar Jo?
No tengo nada que darte, mis manos están vacías … ”
Jo: “Ahora ya no estoy”
(Louise May Alcott – “Las pequeñas mujeres crecen”)

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