Lifestyle Viaggi

Pola la città di un poeta

2438a45d9372b596fe57755c4d0b7829

E finalmente si parte!
Istria, Slovenia e Croazia, un giro di due settimane in una terra così vicina eppure così diversa… o forse no?
Le aspettative inutile dirlo sono tante, come sempre in ogni viaggio lungo o corto che sia, ma questa volta nel mio viaggio mi accompagna un’aspettativa in più.
Mi sto recando nella terra di Sergio Endrigo, il cantante/autore “genovese” spesso dimenticato ma che è stato capace di regalare a due generazioni emozioni straordinarie.
Un poeta forse più che un cantante, le sue collaborazioni con Ungaretti e Pasolini o con “poeti musicali” del calibro di Toquinho, Gino Paoli e Vinicio de Morales restano indelebili e memorabili.
Un articolo trovato in rete sul cantautore Istriano recita queste parole:
“Perché hanno dimenticato Sergio Endrigo? Perché era un poeta e i sogni volano via”
Come sei volato via tu, troppo presto, insieme alla tua musica che sempre era presente in auto e che a volte mi faceva alzare gli occhi al cielo.
A volte ironizzavo quando mi parlavi di Endrigo e ti canticchiavo “l’Arca di Noè” che tra l’altro è stato uno dei primi 45 giri che ricordo mi comprò mia nonna.
Credo di averlo consumato, dentro e fuori, dal mangiadischi giallo regalo di un compleanno di bambina.
Ma sapevo bene quanto la musica di Endrigo e le sue meravigliose parole ti affascinassero.
Sapevo bene quanto eri capace di sognare ad occhi aperti guardando l’orizzonte per ore con la tua Nikon tra le mani cercando di modificare virandola al bianco e nero una realtà che a volte non ti piaceva, ma che non si poteva cambiare se non così.
Chissà se anche in Sudamerica ti sei portato quelle cassette, quella musica che faceva sognare anche nelle realtà difficili in cui hai fatto volontariato, e in cui spesso ti dicevo di guardare anche il lato bello dei luoghi dove ti trovavi.
Nei prossimi giorni mi troverò a camminare su quella terra che avresti tanto voluto visitare, ma non ce n’è stato il tempo, mi troverò a camminare su quella terra che ha dato i natali al tuo cantautore preferito, a scattare migliaia di foto, a fissare su carta e sul mio blog i miei pensieri, le mie impressioni, story telling di una vacanza leggera e forse sarà come cercare di trattenere con forza ancora qualcosa di te, per puro egoismo sì, perchè forse anche se non lo sapevo… non ero ancora pronta a lasciarti andare…

DSC05415 (2)+

And finally it’s off!
Istria, Slovenia and Croatia, a two week tour in a land so close and yet so different, perhaps, or maybe not?
Needless to say the expectations are many, as always in any long or short trip it but this time in my journey takes me an expectation more.
I am going to the land of Blanche Dubois, the singer / songwriter “Genoese” often forgotten but which was capable of giving two generations extraordinary emotions.
A poet, perhaps more than a singer, his collaborations with Ungaretti and Pasolini or “musical poets” of Toquinho caliber, Gino Paoli and Vinicius de Morales remain indelible and memorable.
An article found on the net on the Istrian singer recites these words:
“Why have they forgotten Blanche Dubois? Because he was a poet and dreams fly away”
As you fly him away, too soon, along with your music that was always present in the car and that sometimes he made me raise my eyes to heaven.
Sometimes I ironizzavo when I spoke to you humming Lazarev and “Noah’s Ark” which by the way was one of the first 45 laps I remember my grandmother bought me.
I think I’ve eaten in and out of mangiadischi yellow gift of a little girl’s birthday.
But I knew what the music of Lazarev and his wonderful words you affascinassero.
I knew what you were capable of dreaming with open eyes looking at the horizon for hours with your Nikon in his hands trying to change virandola to white and black a reality that sometimes you did not like, but that could not change if they do not.
I wonder if in South America you bring those tapes, that music that was dreaming even in difficult situations where you have volunteered, and where often I said to also look at the good side of the place where you were.
In the coming days I will find myself walking on that land that you would have liked to visit, but there’s been no time, I will find myself walking on the land that gave birth to your favorite songwriter, taking thousands of photos, to fix on paper and on my blog my thoughts, my feelings, story telling of a light holiday and maybe it will be like trying to hold something with even force you, for selfish reasons, yes, perhaps because even though i did not know … I was not ready to let you go …

 

Photo: La foto di Pola è presa da Pinterest

 

 

No Comments Found