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LOOK WOODSTOCK RADICALCHIC

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Era l’agosto del 1969, Woodstock in pieno svolgimento, “3 Days of Peace & Rock Music” (tre giorni di pace e musica rock), il più grande straordinario irripetibile concerto della storia.

“The answer, my friend, is blowin’ in the wind, the answer is blowin’ in the wind!”

Erano gli anni del Vietnam, dei grandi movimenti e delle rivolte del mondo, gli anni del cambiamento radicale, gli anni dei “figli dei fiori”, del più grande movimento pacifista della storia che coinvolse i giovani di tutto il mondo.
Erano gli anni in cui esplosero i più grandi cantautori, band, cantanti del XX secolo, erano gli anni in cui la musica aveva tantissimo da dire, in cui la cultura cambiava ma era forte, in cui si scriveva di attualità e lo si sapeva fare, gli anni in cui i più grandi giornalisti del secolo hanno potuto consacrare le loro penne a edizioni stampate memorabili.

“Here’s to you, Nicola and Bart, rest forever within our hearts
The last and final moment is yours that agony is your triumph”

L’uomo conquistava la luna, esplorava lo spazio, la medicina galoppava facendo passi da gigante, le università registravano un grande aumento di studenti, si viaggiava e si iniziava a conoscere il mondo.

Erano gli anni in cui davvero si imparò a capire il significato della parola libertà!
Per chi come me è figlia della “milano da bere”, del benessere e del secondo boom economico italiano sono tutti diritti acquisiti, ma ancora si aveva la percezione della conquista di chi ci aveva preceduto.
Oggi i jeans sdruciti, i capelli lunghi (la generazione dei capelloni hippy che tanto scandalizzava i genitori figli della guerra che non riuscivano a capire ed accettare il cambiamento in atto), le fascette sulla fronte e fiori tra i capelli hanno lasciato inevitabilmente il posto a “tagli tattici” e polo Ralph Lauren o Lacoste, Jeans e abiti floreali D&G, Tod’s e rolex.
Non ci siede più sul prato ma su comode sedie di plastica posizionate su una pavimentazione in legno, e il contesto è una meravigliosa villa del 1700.

Ma l’ “usignolo” è li con la sua meravigliosa voce che a 75 anni non conosce cali, la maggior parte dei suoi coetanei in concerto sono ormai solo tristi caricature delle vecchie glorie di un tempo, lei no, con la sua voce ferma, particolare, con la sua eleganza straordinaria che le consente di essere ancora oggi “la signora del Folk”
Tutto è cambiato, sono cambiati gli spettatori, è cambiato il contesto storico e sociale (nessuno a Woodstock si è presentato in Porsche), l’ambientazione… siamo cambiati noi ed è cambiata lei, ma la sua voce no, e il suo repertorio meraviglioso si attualizza con melodie che inneggiano ai diritti civili di oggi, non più Vietnam ma Turchia, cantando indifferentemente in inglese, italiano, spagnolo, turco… Joan passa da una chitarra all’altra, da una melodia all’altra spaziando dal folk al melodico senza il minimo sforzo e ricordandoci ancora oggi di ringraziare ogni giorno quella cosa meravigliosa che diamo troppo per scontata e che si chiama VITA!!!

Vi lascio con un po’ di foto della mia Woodstock, la splendida serata di ieri sera, è straordinario che nel 2016 ancora si possa dire: “Ad ascoltare la Baez, io c’ero!!!” .

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“Gracias a la vida que me ha dado tanto, me dio dos luceros que cuando los abro perfecto distingo lo negro del blanco, y en el alto cielo su fondo estrellado y en las multitudes el hombre que yo amo Gracias a la vida que me ha dado tanto me ha dado el oído que en todo su ancho cada noche y días grillos y canarios, martillos, turbinas ladridos, chubascos y la voz tan tierna de mi bien amado”

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“Gracias a la vida que me ha dado tanto, me ha dado el sonido y el abecedario con el las palabras que pienso y declaro madre, amigo, hermano y luz alumbrando, la ruta del alma del que estoy amando Gracias a la vida que me ha dado tanto me ha dado la marcha de mis pies cansados con ellos anduve ciudades y charcos playas y desiertos, montañas y llanos y la casa tuya, tu calle y tu patio”

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Top e pantaloni: Promod – Sandali Capresi – collana: acquisto durante un viaggio in Terra Santa
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“Gracias a la vida que me ha dado tanto me dio el corazón que agita su marco cuando miro el fruto del cerebro humano cuando miro el bueno tan lejos del malo cuando miro el fondo de tus ojos claros Gracias a la vida que me ha dado tanto me ha dado la risa y me haa dado el llanto sí yo distingo dicha de quebranto los dos materiales que forman mi canto Y el canto de ustedes que es el mismo canto y el canto de todos que es mi propio canto… Gracias a la vida que me ha dado tanto!!!”

It was August 1969, Woodstock in full swing, “3 Days of Peace & Music Rock” (three days of peace and rock music), the largest extraordinary unrepeatable concert in history.

“The answer, my friend, is blowin ‘in the wind, the answer is blowin’ in the wind!”

Those were the years of Vietnam, of the movements and revolts in the world, the years of radical change, the years of the “flower children”, the largest anti-war movement in history that involved young people from around the world.
Those were the years in which exploded the greatest songwriters, bands, singers of the twentieth century were the years when the music had a lot to say, in which the culture was changing, but was strong, which was written by topical and you could do , the years when the greatest journalists of the century were able to devote their pens memorable printed editions.

“Here’s to you, Nicola and Bart Rest forever Within our hearts
The last and final moment is yours That agony is your triumph “
The man conquered the moon, exploring space, galloped medicine making great strides, universities recorded a large increase of students, people traveled and began to learn about the world.

Those were the years when you really learned to understand the meaning of the word freedom!
For people like me who is the daughter of the “Milan to drink”, the well-being and the second Italian economic boom they are all acquired rights but still had the perception of the conquest of those who had gone before us.
Today, torn jeans, long hair (the generation of long-haired hippies who so scandalized the children of war parents who failed to understand and accept the change taking place), the clamps on the forehead and flowers in her hair has inevitably left the place in “tactical cuts” and polo Ralph Lauren and Lacoste, jeans and floral dresses D & G, Tod’s and rolex.
No more sitting on the grass but on plastic chairs placed on a wooden floor, and the context is a gorgeous 1700s.

But l ‘ “Nightingale” is there with his wonderful voice who does not know declines to 75 years, most of its peers in concert are now only sad caricature of the old glories of the past, not she, with her voice steady, particular, with its extraordinary elegance that allows it to be still today “the lady of the Folk”
All is changed, changed the audience, has changed the historical and social context (no one in Woodstock occurred at Porsche), the setting … we have changed us and changed her, but his voice did not, and her wonderful repertoire is actualized with melodies that celebrate civil rights today, not Vietnam, but Turkey, singing either in English, Italian, Spanish, turkish … Joan switching between guitar, from one melody ranging from folk to melodic effortlessly and ricondandoci today to thank every day that wonderful thing that we take too much for granted and that is called LIFE !!!

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